Altre considerazioni
Pubblicato da sandro su 23 Giugno, 2009
Il referendum, com’era stato ampiamente previsto, è fallito, solo il 23% degli italiani si è recato alle urne per esprimersi. Chi non vi si è recato, tuttavia, ha espresso ugualmente la propria volontà, e non nel senso che i retrivi leghisti vorrebbero accreditarsi. Tra un SÌ che avrebbe peggiorato la legge vigente e un NO che l’avrebbe legittimata, l’astensionismo è stato la risorsa per chiedere un cambiamento radicale, che io auspico in chiave rappresentativa e democratica.
Quanto alle amministrative, come non ammettere la sconfitta? E’ ridicolo che Franceschini tenti di far passare l’idea per cui il Pdl avrebbe perduto consensi – anzi, è tristemente vero il contrario, da 5 milioni di persone amministrate dal centrodestra si è passati a 20. Inoltre, per le ragioni che ho esposto in un post precedente, sapere che Firenze è caduta in mano al “gggiovane” Renzi mi addolora come se fosse diventato sindaco Borghezio.
Ho sentito dire dal riconfermato sindaco di Bari, Emiliano, che il risultato della sua città è uno straordinario esempio da proporre a livello nazionale. Mio dio, stava parlando dell’alleanza tra Pd, Udc e chiunque altro purchessia! Piuttosto muoio berlusconiano.
Permettetemi, da veneto, un elogio a Padova, che almeno ha resistito.
Comunque non ci sono veline, escort e clientelismi che tengano, Berlusconi sarà per molto tempo ancora il nostro peggior incubo.



Nicola detto
L’ AMACA
Repubblica — 23 giugno 2009 pagina 30 sezione: COMMENTI
Il copione dei referendum è ormai lo stesso da una ventina d’ anni. Un gruppo di cittadini in genere molto stimabili pone quesiti nobili e spesso intricati al popolo sovrano, il quale, per dirla come va detta, o se ne stropiccia a prescindere, oppure si sente estraneo al latinorum istituzionale. Già così il quadro referendario richiederebbe vigorosi ritocchi. Ma il peggio, forse,è chea urne chiuse ci tocca lo spettacolo, penosissimo, dei parassiti politici che piantano la loro bandierina sul non voto. La volta scorsa (referendum abrogativo sulla legge contro la fecondazione assistita) furono i clericali a vantare il settanta per cento di non votanti come cosa loro, coprendosi di ridicolo. Questa volta è la Lega a gongolare, come se i tre quarti degli italiani fossero rimasti a casa in omaggio all’ egemonia delle valli prealpine e alla legge-porcata di Calderoli. In realtà è proprio a causa di quella legge disgustosa, che la Lega espone in bacheca come il suo trofeo politico più ragguardevole (complimenti vivissimi!), che si è scomodato il Paese, chiamandolo alle urne. Un ritegnoso silenzio sarebbe stato dunque consigliabile, visto che la Lega, di questo referendum, non è il vincitore, ma la causa. – MICHELE SERRA