Va tutto bene
Pubblicato da sandro su 9 Luglio, 2009
Secondo giorno di G8, e il Tg1 sceglie il registro agiografico. Berlusconi è un santo, ha organizzato un vertice perfetto, impeccabile, tutti lo amano. Non fosse una sciocchezza, le parole dei cronisti sono tanto vivide che ce lo si figura con la cazzuola in mano e il capellino di carta, mentre allestisce ponteggi, stucca muri, consola i disperati. Ma la situazione dell’Abruzzo, l’amarezza degli abruzzesi, non trovano spazio nel telegiornale del berlusconiano Minzolini. Ogni possibile fonte, anche indiretta, inconsapevole, subliminale, di dissenso è preventivamente disinnescata. Semplicemente non se ne parla. Esistono soltanto i “grandi”, le loro consorti che fanno prima shopping a Roma e poi si sporcano le suole dei mocassini fra i calcinacci dell’Aquila. Il solerte Bertolaso, nei guai in Campania per lo smaltimento illegale dei rifiuti, sembra Nino Bixio, pronto a tutto per il suo Garibaldi. Seguono allucinanti servizi sul made in Italy che trionfa a Coppito, pensate un po’. Le stanze nelle quali temporanemente dimorano i “grandi”, infatti, sono arredate e ammobiliate da ditte italiane. E non è tutto: il pigiama di Medvedev è in seta italiana, così la stilografica di Obama, così la moglie di Sarkozy. Un trionfo. Trionfo che prosegue con la cena offerta dal presidente Napolitano, nella quale – il “giornalista” ci tiene a sottolinearlo – si mangerà e berrà prodotti della terra, biologici. Ne saranno di certo affascinati Gheddafi e Mubarak, due autocrati che prendono parte a un consesso dove si discute, fra le altre cose, di democrazia e progresso. La cosa più allucinante, comunque, è stata la visita di George Clooney e Walter Veltroni alle gente in tenda. Il primo per annunciare che girerà un film in Abruzzo; il secondo per non si sa che. Il Pd intanto gioca a fare il congresso e accetta di tacere in favore di Di Pietro, rimasto solo a fare l’opposizione. Domani il sipario viene calato, e dopo l’orgiastico festino d’autoesaltazione patria, sul tavolo ritroveremo leggi barbariche sulla sicurezza/immigrazione, disegni di legge illegittimi sul ritorno del nucleare, sul bavaglio alla stampa e la limitazione delle intercettazioni. Bello. Senza dimenticare la crisi economica. Come si dice ottimismo in tedesco?

dav91 detto
Mi si è rattristata la serata.. prima guardavo il docufilm di Deaglio “G8/2001: fare un golpe e farla franca”. Beh, sembra che il golpe sia riuscito e non per la via violenta della “prova generale” di Genova. Lo scenario (veritiero) da te descritto è molto più inquietante di quello della repressione di 8 anni fa, con tutto il rispetto per i compagni di allora. Almeno “in quel tempo” (le remote espressioni bibliche mi sembrano azzeccate) c’era chi si indignava, una stampa libera, un’opposizione forte in piazza e tra la gente (Bertinotti, Agnoletto, Morgantini), delle forze sociali incontenibili e inarrestabili. Lo stesso TG1 “osò” mandare in onda il 21 un servizio shock sui pestaggi; oggi è ottimista, euforico, minzolinizzato e più realista del re!
Lì ci sembrò a rischio la democrazia (a me compreso, bambino di 10 anni eppure allarmato) e la risposta dell’opinione pubblica sottrasse quella strage dall’oblio delle versioni ufficiali.
Oggi cosa dobbiamo dire? Né voci né proteste contro lo show dei grandi. La puzza degli scandali, della crisi, della povertà, dei terremotati, non arriva alle case degli italiani, i tubi catodici sono ostruiti da first lady e lustrini e, se qualcuno avesse avuto ancora qualche speranza, il silenzio eloquentissimo sulle occupazioni ambientaliste, sul decreto sviluppo, sulle proteste degli aquilani, ci svela la cruda verità. Nel 2001 l’Italia fu violentata dall’anfibio della repressione. Oggi è un’Italietta da bordello che spontaneamente si è prostituita per i propri clienti. Mignottocrazia politica, mignotteria cultural-mediatica.
sandro detto
Il G8 è il più grande allestimento di fiction che il palcoscenico del mondo conosca. Arruola migliaia di comparse armate. Attiva controlli satellitari, forze navali e aeree. Isola una porzione geografica del Paese ospitante e la occupa, la perquisisce, la sterilizza. In quello stesso luogo fa convivere il massimo del segreto (il potere) con il massimo della visibilità mediatica (la tv) in modo che uno illumini l’altro e lo moltiplichi.
Il G8 dilaga come una febbre nei palinsesti di tutte le nostre vite. Diventa lo spettacolo dei buoni sentimenti e della politica di superficie. Un grande ballo senza musica, un racconto fiabesco. Illumina i volti e i corpi di una pattuglia di comandanti in capo (detti Gli Otto Grandi) che convergono con i rispettivi staff (ognuno un aereo, un servizio di sicurezza, un plotone di esperti) per sorridersi e abbracciarsi in pubblico, e poi ritirarsi in segreto dietro a schiere di uomini armati, porte blindate, a consumare i famosi Summit “dove vengono discussi i grandi problemi del mondo”. Anzi ponderati. Mentre le loro mogli, circondate da altrettante telecamere, riflettori, bodyguard, visitano bimbi, consolano ammalati (o terremotati) bevono il tè, ma specialmente fanno shopping, ognuna esibendo una qualità peculiare, la bellezza, il sorriso, il tailleur.
Questo mentre a Urumqui, nello Xinijang, l’esercito cinese fa strage di uomini e donne uiguri; a Teheran sparano sulla folla che manifesta contro il regime di Ahmadinejad; a Mosca regna Putin e sparisce l’inchiesta sull’omicidio di Anna Politovskaja; l’Africa muore di fame, eccetera.
A L’Aquila non si è deciso nulla – clima, inquinamento, povertà del mondo, crisi finanziaria, armamenti – tutto rimandato o deciso altrove. Dell’immenso spettacolo resteranno un paio di immagini: quella di Barack Obama che stringe la mano a Gheddafi, e di Stefania Pezzopane che bacia George Clooney, e che ci sono costate quanto un intero programma alimentare per l’Africa.
Oggi i Grandi Del Mondo partiranno. Papi invece resta, andrà a rilassarsi nella spa di Arcore con metaldetector anti registratori. E i terremotati? Quelli rimangono in tenda, bye bye.
Pino Corrias, 10 luglio 2009
velayat-e piripi detto
Oh che tristezza! Il primo colpo me lo aveva dato il post, il secondo il primo commento. Avevo 18 anni nel 2001 e ora non vivo più in Italia. Mi avete fatta sentire vecchia come non mi era mai successo… Comunque, bell’articolo, di tanto in tanto fa piacere passare di qua, un triste piacere.