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	<title>Commenti per Ai Nostri Posti</title>
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	<description>Ora e sempre Resistenza</description>
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		<title>Commenti su Dove sono finiti? di Nicola</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/19/dove-sono-finiti/#comment-931</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:02:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ah, se per quello, nemmeno in America. Letteralmente. Qui si sono inventati una cosa che si chiama Wee Wee Pad, in pratica una sorta di tappeto imbottito da stendere sul pavimento di una stanza, su cui il cane puo&#039; pisciare e cagare. Poi alla sera si butta via tutto. Poi ci si chiede perche&#039; siano obesi. Nemmeno il cane cammina piu&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, se per quello, nemmeno in America. Letteralmente. Qui si sono inventati una cosa che si chiama Wee Wee Pad, in pratica una sorta di tappeto imbottito da stendere sul pavimento di una stanza, su cui il cane puo&#8217; pisciare e cagare. Poi alla sera si butta via tutto. Poi ci si chiede perche&#8217; siano obesi. Nemmeno il cane cammina piu&#8217;.</p>
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		<title>Commenti su Aggiornamenti sulla riforma sanitaria USA di giovannicarrosio</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/16/aggiornamenti-sulla-riforma-sanitaria-usa/#comment-930</link>
		<dc:creator>giovannicarrosio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:17:08 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Nicola, 
avrei bisogno di capire che cosa scrive la stampa progressista negli Usa di questa riforma. Non riesco ad avere il polso dell&#039;elettorato democratico, quello che ha votato davvero per il cambiamento. Insomma, il Veltroni medio de voatri che dice?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nicola,<br />
avrei bisogno di capire che cosa scrive la stampa progressista negli Usa di questa riforma. Non riesco ad avere il polso dell&#8217;elettorato democratico, quello che ha votato davvero per il cambiamento. Insomma, il Veltroni medio de voatri che dice?</p>
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		<title>Commenti su Dove sono finiti? di giovannicarrosio</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/19/dove-sono-finiti/#comment-929</link>
		<dc:creator>giovannicarrosio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:13:36 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Nicola,
qui nessuno ha più la forza di portare in piazza nemmeno il cane per pisciare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nicola,<br />
qui nessuno ha più la forza di portare in piazza nemmeno il cane per pisciare.</p>
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		<title>Commenti su Incubi di giovannicarrosio</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/20/incubi/#comment-928</link>
		<dc:creator>giovannicarrosio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:09:57 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Sandro,
come sai ho sempre avuto un debole per il baffo. Mi piacerebbe vederlo in tv in un faccia a faccia con un Castelli di turno. Ovviamente il mio debole è per l&#039;arroganza che è capace di sprigionare. Un vero maestro, ineguagliabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sandro,<br />
come sai ho sempre avuto un debole per il baffo. Mi piacerebbe vederlo in tv in un faccia a faccia con un Castelli di turno. Ovviamente il mio debole è per l&#8217;arroganza che è capace di sprigionare. Un vero maestro, ineguagliabile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su Tutti al mare di prescinseua</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/17/tutti-al-mare/#comment-927</link>
		<dc:creator>prescinseua</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:03:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ooops...dal mio commento potrebbe sembrare che non sia convinto del global warming. Ovviamente non era quello che intendevo :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ooops&#8230;dal mio commento potrebbe sembrare che non sia convinto del global warming. Ovviamente non era quello che intendevo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Commenti su Tutti al mare di prescinseua</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/17/tutti-al-mare/#comment-926</link>
		<dc:creator>prescinseua</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:01:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ah, Sandro, hai proprio ragione. D&#039;altra parte da nessuna parte nel mondo si sta facendo davvero qualcosa per il global warming. Ma poi alla fine abbiamo sempre pensato che i vari Giornale seminassero pericolose stupidaggini quando, per un&#039;estate un po&#039; più fresca delle altre, sentenziavano che il globo non si sta scaldando per niente. Forse è altrettanto frettoloso giungere alla conclusione opposta solo per un po&#039; di caldo a novembre...così, la butto lì.

E il Nostro dà il meglio di sé durante le gite scolastiche, come al solito. Molto più scandaloso resta comunque che quel vertice non abbia concluso una volta di più niente di concreto. Silvio l&#039;ha solo sottolineato in maniera - che strano! - inopportuna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, Sandro, hai proprio ragione. D&#8217;altra parte da nessuna parte nel mondo si sta facendo davvero qualcosa per il global warming. Ma poi alla fine abbiamo sempre pensato che i vari Giornale seminassero pericolose stupidaggini quando, per un&#8217;estate un po&#8217; più fresca delle altre, sentenziavano che il globo non si sta scaldando per niente. Forse è altrettanto frettoloso giungere alla conclusione opposta solo per un po&#8217; di caldo a novembre&#8230;così, la butto lì.</p>
<p>E il Nostro dà il meglio di sé durante le gite scolastiche, come al solito. Molto più scandaloso resta comunque che quel vertice non abbia concluso una volta di più niente di concreto. Silvio l&#8217;ha solo sottolineato in maniera &#8211; che strano! &#8211; inopportuna.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Aggiornamenti sulla riforma sanitaria USA di Nicola</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/16/aggiornamenti-sulla-riforma-sanitaria-usa/#comment-925</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:00:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://ainostriposti.wordpress.com/?p=3418#comment-925</guid>
		<description>Per la cronaca, questa mattina la radio pubblica ha segnalato come Obama a luglio parlasse di &quot;riforma sanitaria&quot;, e come oggi invece parli di &quot;riforma dell&#039;assicurazione sanitaria&quot;. Il che chiarisce gli obiettivi e soprattutto i limiti delle nuove norme.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per la cronaca, questa mattina la radio pubblica ha segnalato come Obama a luglio parlasse di &#8220;riforma sanitaria&#8221;, e come oggi invece parli di &#8220;riforma dell&#8217;assicurazione sanitaria&#8221;. Il che chiarisce gli obiettivi e soprattutto i limiti delle nuove norme.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Tutti al mare di Nicola</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/17/tutti-al-mare/#comment-924</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:58:42 +0000</pubDate>
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		<description>Ah, Sandro, quanta ragione che hai.

Anche qui a New York io continuo ad andare in giro solamente in camicia, e di giorno si raggiungono regolarmente i 20, 21 gradi.

Ma sai, anche qui, avrai visto, non e&#039; che si strappino i capelli per tentare di arginare il problema.

Meno male che Silvio c&#039;e&#039;, davvero, a presiedere i vertici della Fao. Forse riuscira&#039; a sistemare le cose, visto che negli Stati Uniti pare che nessuno si scomponga nemmeno davanti a 49 milioni di affamati. Ditemi voi se questo non e&#039; un paese del secondo mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, Sandro, quanta ragione che hai.</p>
<p>Anche qui a New York io continuo ad andare in giro solamente in camicia, e di giorno si raggiungono regolarmente i 20, 21 gradi.</p>
<p>Ma sai, anche qui, avrai visto, non e&#8217; che si strappino i capelli per tentare di arginare il problema.</p>
<p>Meno male che Silvio c&#8217;e', davvero, a presiedere i vertici della Fao. Forse riuscira&#8217; a sistemare le cose, visto che negli Stati Uniti pare che nessuno si scomponga nemmeno davanti a 49 milioni di affamati. Ditemi voi se questo non e&#8217; un paese del secondo mondo.</p>
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		<title>Commenti su Aggiornamenti sulla riforma sanitaria USA di giovannicarrosio</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/16/aggiornamenti-sulla-riforma-sanitaria-usa/#comment-922</link>
		<dc:creator>giovannicarrosio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:42:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ma allora ONE SOLUTION; REVOLUTION resta la sola risposta possibile?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma allora ONE SOLUTION; REVOLUTION resta la sola risposta possibile?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Neutralità degli spazi pubblici e doveri della politica di prescinseua</title>
		<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/04/neutralita-degli-spazi-pubblici-e-doveri-della-politica/#comment-921</link>
		<dc:creator>prescinseua</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>E le norme degli anni Venti sono in realtà già abrogate dalla Costituzione...
Crocifisso e laicità: 
non precipitiamo negli slogan
di Gianfranco Macrì*

La bagarre scatenatasi intorno alla sentenza emessa il 3 novembre 2009 dalla Seconda sezione della Corte di Strasburgo contro «la présence du crucifix dans les salles de classe des écoles publiques», rischia di provocare (ancora una volta) «un passo indietro in quella continua lotta per la laicità che è fondamentale» (C. Magris) in vista della «formazione di una società a culture plurime» (G. Zagrebelsky).
La sensazione (quella mia personale) è che la difficoltà vera derivi dalla stentata emersione in Italia di un metodo “oggettivo” dello Stato laico in grado di  bilanciare il modello delle relazioni pattizie Stato-confessioni religiose (artt. 7, comma 2 e 8 comma 3 Cost.) rispetto all’interesse primario sancito nella Carta repubblicana, cioè la tutela delle esigenze religiose degli individui e dei gruppi (art. 19 Cost.), alla luce dell’uguaglianza, del solidarismo e della laicità. Diciamo pure che non siamo riusciti neppure a dotarci di una buona legge sulle libertà religiose (di cui si parla in Italia almeno dal 1985) per dare una base giuridica comune per ogni formazione sociale a carattere religioso e «gestire [così] il passaggio da un pluralismo religioso a un pluralismo etico e culturale» (S. Ferrari). Questo “ritardo” rischia così di non assicurare «l’esistenza e la permanenza delle precondizioni di confronto del maggior numero possibile di istanze diverse» etiche e morali (Corte cost. 203/1989) e di non facilitare la (richiesta a livello europeo) rimozione dalla legislazione interna di tutti quegli elementi «con probabilità discriminatorie dal punto di vista del pluralismo religioso democratico».
A questo punto, se non si vuole correre il rischio di incrinare ulteriormente la convivenza civile, occorre arricchire in senso valoriale la cifra universale dei diritti costituzionali e questo è possibile facendo affidamento alle «ammorsature» contenute nella Costituzione, di cui parlava il Calamandrei per descrivere la natura elastica assunta dal testo del 1948.
La riforma del Titolo V della Carta costituzionale italiana (legge cost. n. 3/2001) ha, com’è noto, avviato un processo di unificazione/uniformizzazione degli ordinamenti europeo e nazionale non più interpretabile – alla luce della nuova formulazione dell’art. 117, comma 1 Cost. – in un ottica di mera subordinazione verticale del diritto interno rispetto alle norme e alle decisioni giurisdizionali sovranazionali o internazionali, ma sulla base di un «sostegno vicendevole in funzione di una massimizzazione delle tutele». Non a caso si è parlato di«rapporto interattivo tra dimensione sovranazionale e dimensione nazionale della Costituzione, intessuto di continui rinvii reciproci, che variamente condizionano entrambi i livelli» (G. Silvestri). Questo significa la progressiva emersione di una policy europea dei diritti fondamentali di forma ellittica, i cui due fuochi: le sfere ordinamentali da un lato (Unione europea, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, Cedu, e stati nazionali) e i centri decisionali dall’altro (Corte di giustizia Ue, Corte europea dei diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo, Corti costituzionali) non sono altro che le sponde opposte di una sovranità «cooperativa», la quale comporta, a cavallo tra sussidiarietà e solidarietà, l’allocazione delle competenze alle autorità che assicurano la più efficace protezione di valori e principi condivisi, come la democrazia e i diritti fondamentali.
Occorre, in pratica, fidarsi dell’Europa e far capire che non ci troviamo all’interno di una «cooperazione eventuale», di stampo esclusivamente mercantile, dove l’adesione si struttura sulla base di meccanismi di reciprocità interessata, ma di un «ordine pubblico europeo» (Unione europea e Consiglio d’Europa) che «non minaccia, perché non toglie, ma se mai aggiunge, rispetto alle sovranità degli Stati» (M. Fioravanti) e che obbliga i singoli ordinamenti nazionali ad adattarsi rispettando gli impegni via via assunti.
Veniamo allora al dunque. La sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo sul crocifisso va, coerentemente, analizzata tenuto conto di quelli che sono i vincoli, progressivamente incrementali, che produce l’adesione a questa «comunità di diritti fondamentali» e sulla cui influenza a livello dei singoli ordinamenti interni, la stessa Corte costituzionale italiana ha nel tempo modificato la propria posizione (nel senso della maggiore vincolatività), sia con riguardo alla Corte di giustizia (Ue), sia relativamente alla Corte di Strasburgo (Consiglio d’Europa). Il Trattato di Lisbona, infine, prevedendo l’adesione dell’Unione europea alla Cedu, assoggetta le istituzioni e gli organi dell’Unione (anche la Corte di giustizia) alle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Senza entrare troppo nel merito della questione attinente il “significato” del crocifisso (simbolo della civiltà e della cultura cristiana, per la giurisprudenza amministrativa e simbolo confessionale per la Cassazione) ritengo sia utile, da giurista, invitare a riflettere sulla “tenuta” del quadro normativo nazionale di riferimento sull’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici (art. 118 r.d. n. 965 del 1924; all. C all’art. 119 r.d. n. 1297 del 1928; ord. Min. Interno n. 250 del 1923; circ. Min. Grazia e Giustizia n. 1867 del 1926). Trattasi, com’è noto, di disposizioni che esprimono l’opera di “riconfessionalizzazione” della scuola (e non solo) realizzata dal fascismo e che si inseriscono nell’alveo del modello dei cosiddetti diritti riflessi: la Chiesa partecipava al disegno politico del regime fascista garantendo il controllo sulla popolazione quanto a comportamenti di carattere religioso, il regime legalizzava questo controllo, riconoscendo libertà ai singoli solo nel limitato ambito dei diritti garantiti all’istituzione Chiesa. Entrambi, Chiesa e regime fascista, condividevano il risultato di irreggimentare i comportamenti individuali nei rigorosi limiti di quanto accettato dai loro poteri.
Con l’entrata in vigore della Costituzione (1948) – e dopo la modifica del Concordato lateranense (1984), nonché l’enunciazione, da parte della Consulta, della laicità come principio supremo dell’ordinamento costituzionale italiano (1989) e alla luce del processo costituente europeo, da Maastricht a Lisbona (1992-2007) – si è posta la questione della vigenza e/o applicabilità delle norme regolamentari degli anni venti.  La mia opinione è che i regi decreti sull’obbligo di esposizione del crocifisso debbano ritenersi tacitamente abrogati ai sensi dell’art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale per incompatibilità logica tra la normativa precedente e la nuova (interna e sovranazionale), in particolare alla luce del principio «normativo» di laicità dello Stato, con tutti i suoi «corollari» (G. Casuscelli), certamente compreso tra quelli fondanti l’istruzione pubblica. Esso, infatti, obbliga le istituzioni ad una reale equidistanza e neutralità rispetto a tutte le credenze di fede, incompatibili con l’obbligo di esposizione di un simbolo religioso in locali pubblici.
La Corte di Strasburgo sarebbe, dunque, arrivata in ritardo (almeno secondo l’impostazione proposta). Le sentenze di condanna della Corte europea non determinano effetti immediati per lo Stato, ma in caso di conferma da parte della Grande Camera, la questione rischia di alimentare un querelle che può trovare soluzione soltanto se non la si fa precipitare negli slogan o peggio nelle parole d’ordine.
*Professore di Diritto ecclesiastico europeo, Università degli Studi di Salerno

9 novembre 2009, http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=2735&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto%20A-C/crocifisso_tolto_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L&#039;Intervento&amp;Codi_Cate_Arti=40</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E le norme degli anni Venti sono in realtà già abrogate dalla Costituzione&#8230;<br />
Crocifisso e laicità:<br />
non precipitiamo negli slogan<br />
di Gianfranco Macrì*</p>
<p>La bagarre scatenatasi intorno alla sentenza emessa il 3 novembre 2009 dalla Seconda sezione della Corte di Strasburgo contro «la présence du crucifix dans les salles de classe des écoles publiques», rischia di provocare (ancora una volta) «un passo indietro in quella continua lotta per la laicità che è fondamentale» (C. Magris) in vista della «formazione di una società a culture plurime» (G. Zagrebelsky).<br />
La sensazione (quella mia personale) è che la difficoltà vera derivi dalla stentata emersione in Italia di un metodo “oggettivo” dello Stato laico in grado di  bilanciare il modello delle relazioni pattizie Stato-confessioni religiose (artt. 7, comma 2 e 8 comma 3 Cost.) rispetto all’interesse primario sancito nella Carta repubblicana, cioè la tutela delle esigenze religiose degli individui e dei gruppi (art. 19 Cost.), alla luce dell’uguaglianza, del solidarismo e della laicità. Diciamo pure che non siamo riusciti neppure a dotarci di una buona legge sulle libertà religiose (di cui si parla in Italia almeno dal 1985) per dare una base giuridica comune per ogni formazione sociale a carattere religioso e «gestire [così] il passaggio da un pluralismo religioso a un pluralismo etico e culturale» (S. Ferrari). Questo “ritardo” rischia così di non assicurare «l’esistenza e la permanenza delle precondizioni di confronto del maggior numero possibile di istanze diverse» etiche e morali (Corte cost. 203/1989) e di non facilitare la (richiesta a livello europeo) rimozione dalla legislazione interna di tutti quegli elementi «con probabilità discriminatorie dal punto di vista del pluralismo religioso democratico».<br />
A questo punto, se non si vuole correre il rischio di incrinare ulteriormente la convivenza civile, occorre arricchire in senso valoriale la cifra universale dei diritti costituzionali e questo è possibile facendo affidamento alle «ammorsature» contenute nella Costituzione, di cui parlava il Calamandrei per descrivere la natura elastica assunta dal testo del 1948.<br />
La riforma del Titolo V della Carta costituzionale italiana (legge cost. n. 3/2001) ha, com’è noto, avviato un processo di unificazione/uniformizzazione degli ordinamenti europeo e nazionale non più interpretabile – alla luce della nuova formulazione dell’art. 117, comma 1 Cost. – in un ottica di mera subordinazione verticale del diritto interno rispetto alle norme e alle decisioni giurisdizionali sovranazionali o internazionali, ma sulla base di un «sostegno vicendevole in funzione di una massimizzazione delle tutele». Non a caso si è parlato di«rapporto interattivo tra dimensione sovranazionale e dimensione nazionale della Costituzione, intessuto di continui rinvii reciproci, che variamente condizionano entrambi i livelli» (G. Silvestri). Questo significa la progressiva emersione di una policy europea dei diritti fondamentali di forma ellittica, i cui due fuochi: le sfere ordinamentali da un lato (Unione europea, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, Cedu, e stati nazionali) e i centri decisionali dall’altro (Corte di giustizia Ue, Corte europea dei diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo, Corti costituzionali) non sono altro che le sponde opposte di una sovranità «cooperativa», la quale comporta, a cavallo tra sussidiarietà e solidarietà, l’allocazione delle competenze alle autorità che assicurano la più efficace protezione di valori e principi condivisi, come la democrazia e i diritti fondamentali.<br />
Occorre, in pratica, fidarsi dell’Europa e far capire che non ci troviamo all’interno di una «cooperazione eventuale», di stampo esclusivamente mercantile, dove l’adesione si struttura sulla base di meccanismi di reciprocità interessata, ma di un «ordine pubblico europeo» (Unione europea e Consiglio d’Europa) che «non minaccia, perché non toglie, ma se mai aggiunge, rispetto alle sovranità degli Stati» (M. Fioravanti) e che obbliga i singoli ordinamenti nazionali ad adattarsi rispettando gli impegni via via assunti.<br />
Veniamo allora al dunque. La sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo sul crocifisso va, coerentemente, analizzata tenuto conto di quelli che sono i vincoli, progressivamente incrementali, che produce l’adesione a questa «comunità di diritti fondamentali» e sulla cui influenza a livello dei singoli ordinamenti interni, la stessa Corte costituzionale italiana ha nel tempo modificato la propria posizione (nel senso della maggiore vincolatività), sia con riguardo alla Corte di giustizia (Ue), sia relativamente alla Corte di Strasburgo (Consiglio d’Europa). Il Trattato di Lisbona, infine, prevedendo l’adesione dell’Unione europea alla Cedu, assoggetta le istituzioni e gli organi dell’Unione (anche la Corte di giustizia) alle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo.<br />
Senza entrare troppo nel merito della questione attinente il “significato” del crocifisso (simbolo della civiltà e della cultura cristiana, per la giurisprudenza amministrativa e simbolo confessionale per la Cassazione) ritengo sia utile, da giurista, invitare a riflettere sulla “tenuta” del quadro normativo nazionale di riferimento sull’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici (art. 118 r.d. n. 965 del 1924; all. C all’art. 119 r.d. n. 1297 del 1928; ord. Min. Interno n. 250 del 1923; circ. Min. Grazia e Giustizia n. 1867 del 1926). Trattasi, com’è noto, di disposizioni che esprimono l’opera di “riconfessionalizzazione” della scuola (e non solo) realizzata dal fascismo e che si inseriscono nell’alveo del modello dei cosiddetti diritti riflessi: la Chiesa partecipava al disegno politico del regime fascista garantendo il controllo sulla popolazione quanto a comportamenti di carattere religioso, il regime legalizzava questo controllo, riconoscendo libertà ai singoli solo nel limitato ambito dei diritti garantiti all’istituzione Chiesa. Entrambi, Chiesa e regime fascista, condividevano il risultato di irreggimentare i comportamenti individuali nei rigorosi limiti di quanto accettato dai loro poteri.<br />
Con l’entrata in vigore della Costituzione (1948) – e dopo la modifica del Concordato lateranense (1984), nonché l’enunciazione, da parte della Consulta, della laicità come principio supremo dell’ordinamento costituzionale italiano (1989) e alla luce del processo costituente europeo, da Maastricht a Lisbona (1992-2007) – si è posta la questione della vigenza e/o applicabilità delle norme regolamentari degli anni venti.  La mia opinione è che i regi decreti sull’obbligo di esposizione del crocifisso debbano ritenersi tacitamente abrogati ai sensi dell’art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale per incompatibilità logica tra la normativa precedente e la nuova (interna e sovranazionale), in particolare alla luce del principio «normativo» di laicità dello Stato, con tutti i suoi «corollari» (G. Casuscelli), certamente compreso tra quelli fondanti l’istruzione pubblica. Esso, infatti, obbliga le istituzioni ad una reale equidistanza e neutralità rispetto a tutte le credenze di fede, incompatibili con l’obbligo di esposizione di un simbolo religioso in locali pubblici.<br />
La Corte di Strasburgo sarebbe, dunque, arrivata in ritardo (almeno secondo l’impostazione proposta). Le sentenze di condanna della Corte europea non determinano effetti immediati per lo Stato, ma in caso di conferma da parte della Grande Camera, la questione rischia di alimentare un querelle che può trovare soluzione soltanto se non la si fa precipitare negli slogan o peggio nelle parole d’ordine.<br />
*Professore di Diritto ecclesiastico europeo, Università degli Studi di Salerno</p>
<p>9 novembre 2009, <a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=2735&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto%20A-C/crocifisso_tolto_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L" rel="nofollow">http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=2735&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto%20A-C/crocifisso_tolto_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L</a>&#8216;Intervento&amp;Codi_Cate_Arti=40</p>
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