Oddio, hanno trombato D’Alema! nemmeno in Europa si filano cotanta intelligenza! Oddio, adesso ce lo teniamo 24 su 24! E come se non bastasse Baffino deve pure un favore a Papi! Oddio, è un incubo, non finirà mai, moriremo berlusconian-dalemiani!
Posts contrassegnato dai tag ‘Silvio Berlusconi’
Incubi
Pubblicato da sandro su 20 Novembre, 2009
Pubblicato su avvisi | Contrassegnato da tag: Silvio Berlusconi, Europa, cinismo, Massimo D'Alema | 1 Commento »
Tutti al mare
Pubblicato da sandro su 17 Novembre, 2009
Non sembra che manchino 40 giorni alla fine dell’anno, vero? A Palermo ci sono quasi 30 gradi e la gente va in spiaggia e fa addirittura il bagno. Qui nel trevigiano par d’essere all’inizio di aprile, la sera non si batte i denti. Novembre finora è stato un mese caldo, insolitamente caldo. Non vuol dire che si vada in giro in maniche corte, no, la sera comunque ci vogliono una maglia e una giacca. Tuttavia non fa freddo, non servono i guanti o la sciarpa, e il riscaldamento si può tenere al minimo.
Anche questo è merito del global warming? Inclino a pensarlo.
Di punto in bianco però mi rendo conto di quanto siamo provinciali e inadatti a fronteggiare sia pur solo sotto un’ottica esterna, di semplice constatazione, il problema. Il Tg1 ha riferito la notizia come fosse una nota di costume, con tanto di intervista alla bellona scosciata di turno che dà conto della gradevole temperatura dell’acqua. Non salta in mente a nessuno di fare un collegamento col surriscaldamento terrestre, né di chiedere il parere di un climatologo o di un fisico (ma quelli, gli scienziati, servono a tranquillizzare quando c’è un terremoto, mica ad allertare quando fa caldo mentre dovrebbe far freddo).
Altra tragedia, altro ballo in maschera. Leggo sul Corriere un’imbelle ricostruzione secondo cui Berlusconi, al vertice Fao, avrebbe dispensato battute e barzellette. Ma è naturale! è logico ridere come all’osteria quando un miliardo di persone non ha di che sfamarsi! Pare si trattasse di barzellette su Marx e motteggi con l’amico-dittatore Gheddafi. Tutto ciò intanto che Ghedini (o Ghedoni, secondo Gasparri), a Milano, diceva davanti alla corte che doveva giudicarlo che Berlusconi non poteva presenziare al suo processo perché impegnato in un importante vertice internazionale. Il bello è che è riuscito a dirlo senza ridere, e la corte gli ha pure concesso lo spostamento dell’udienza (chissà che altra balla s’inventeranno per quella data?).
Ma sì, chi se ne frega, domenica andiamocene tutti al mare! Si fottano gli africani pelle e ossa! Meno male che Silvio c’è!
Pubblicato su riflessioni | Contrassegnato da tag: Ambiente, berlusconismo, cinismo, Silvio Berlusconi, stupidità | 3 Commenti »
Adesso basta
Pubblicato da sandro su 14 Novembre, 2009
Presidente Napolitano. Presidente Fini. “Adesso basta” è il titolo che abbiamo stampato ieri sulla prima pagina del Fatto Quotidiano. Adesso basta è scritto sulle migliaia di messaggi che giungono al nostro giornale. Tutti indistintamente chiedono di mettere la parola fine allo scandalo che da quindici anni sta sfibrando l’Italia: la produzione incessante di leggi personali per garantire a Silvio Berlusconi la totale immunità e impunità in spregio alla più elementare idea di giustizia.
Quello che rivolgiamo a voi che rappresentate la prima e la terza istituzione della Repubblica (sulla seconda, il presidente del Senato Schifani pensiamo di non poter contare) non è un appello ma una richiesta di ascolto che, siamo certi, non andrà delusa. Tutte quelle lettere, e-mail, fax esprimono una protesta e una speranza. Di protesta “contro l’arroganza di un Potere che sembra aver perso ogni senso della misura e anche quello del decoro ”, scrisse Indro Montanelli sulla Voce nel 1994, all’epoca del decreto Biondi. Fu il primo tentativo di colpo di spugna al quale ne sarebbero seguiti altri diciotto negli anni a seguire fino all’ultima vergogna chiamata “processo breve”. Allora la battaglia fu vinta.
La redazione della Voce fu alluvionata di fax dei lettori disgustati, il decreto fu ritirato e il grande giornalista così rese omaggio allo spirito di lotta dei concittadini: “Fino a quando questo spirito sarà in piedi, indifferente alle seduzioni, alle blandizie e alle minacce, la democrazia in Italia sarà al sicuro”. Malgrado abbia attraversato tante sconfitte e tante delusioni quello spirito non appare per nulla fiaccato e chiede di trovare una risposta capace di dirci che la politica non è solo interesse personale e disprezzo per gli altri. Che le istituzioni sono davvero un baluardo contro le prepotenze del più forte. Questa è la nostra speranza presidente Napolitano e presidente Fini. Per questo vi trasmetteremo i messaggi dei nostri lettori. Tenetene conto.
[Antonio Padellaro su Il Fatto Quotidiano del 14 novembre 2009]
Pubblicato su articoli | Contrassegnato da tag: Antonio Padellaro, berlusconismo, democrazia, giustizia, Italia, Politica, resistenza, Silvio Berlusconi | Lascia un commento »
Tutto su Berlusconi (fino al 2003)
Pubblicato da sandro su 28 Ottobre, 2009
Gianni Vattimo ha un blog che proporrei ai signori coautori di inserire nel blogroll. Prendo da lì il documento qui allegato. Devastante. Grazie, Travaglio e Gomez.
Pubblicato su materiali | Contrassegnato da tag: Silvio Berlusconi | Lascia un commento »
Alleluia
Pubblicato da sandro su 28 Ottobre, 2009
Bella giornata, ieri. Bella giornata d’autunno, col cielo chiaro e le foglie degli olmi d’un giallo accecante. Meteorologicamente, una bellissima giornata. Una di quelle nelle quali, potendo scegliere, non spiacerebbe morire, perché negli occhi resterebbero solo immagini piacevoli.
Politicamente, una giornata schifosa. Come ogni giorno, dopotutto. Noi non abbiamo il diritto di vivere in un paese normalmente civile.
Dunque, le danze si sono aperte con la corte d’appello di Milano che conferma la sentenza emessa in primo grado sul corrotto David Mills e il corruttore Silvio Berlusconi; sono poi proseguite con le dimissioni di Piero Marrazzo e l’uscita di Francesco Rutelli (seguito da qualche altro rottame, speriamo anche da Paola Binetti) dal Pd; si sono trionfalmente concluse con Silvio Berlusconi che telefona in diretta a Ballarò e vomita contro la magistratura italiana le solite, vergognose accuse di comunismo. Ah, non vi dico la soddisfazione di andarsi a coricare dopo una serie d’emozioni come questa!
L’orribile verità che Berlusconi non può accettare trapeli in modo esplicito concerne la natura illegale di quasi tutti i suoi traffici passati, prima che ci onorasse della discesa in campo. Il magnifico, augusto imprenditore entra ed esce dalle aule dei tribunali da qualcosa come trent’anni a causa sua e non di altri. I processi che ha sulle spalle non sono nati come i funghi, una notte, irragionevolmente. I processi sono la logica conseguenza di altrettanti comportamenti scorretti, contro la legge, per perseguire i suoi affari. La disarmante evidenza di tale assunto cozza però con le incredibili, spudorate menzogne che lui e suoi corifei propinano quotidianamente all’inadeguato pubblico italiano. Pubblico, come sua maestà l’ha spesso definito. Come quello dei programmi culturali delle sue televisioni. E poiché la realtà, la verità è quella illustrata dalle sue televisioni, non ne può esistere un’altra, non ci può essere una metarealtà, cioè una realtà superiore, fattuale, che trascenda quella stabilita. Eppure esiste, esiste eccome. Basta volersi informare. I 600mila dollari che Mills ha ricevuto da Finivest quale ricompensa per lo sporco lavoro di mentire sotto giuramento allo scopo di proteggere mister B., sono citati dallo stesso Mills in una lettera scritta al suo commercialista, e una lettera dal simile contenuto diventa per forza una prova inoppugnabile. Elementare, direbbe Sherlock Holmes. Solo gli stralci dei processi, le leggi ad personam e i pretestuosi impedimenti addotti dalla difesa berlusconiana hanno ritardato così a lungo lo scontato verdetto. Scontato, perché si tratta solo di applicare la legge. Ma Berlusconi non sopporta la legge, anzi per lui chi la fa rispettare è antropologicamente diverso dal resto dell’umanità, un matto. Il poveraccio la notte non deve più chiudere occhio, tale è la paura di finire dietro le sbarre, e io attendo quel momento da troppo tempo. Ora però leggo che il fido Niccolò Ghedini, luminoso esempio di avvocato nonché di deputato, sta studiando l’ennesimo provvedimento per sfuggire il capo alla giustizia. Perché, sapete, questo campione della giurisprudenza ha avuto il coraggio di affermare davanti la Corte Costituzionale che il capo è primus super pares, cioè al di sopra della legge. Elementare, Watson. Sia lodata la Costituzione figlia della Resistenza! Leggo inoltre che una nuova leva è stata assoldata per la bisogna: Giulia Bongiorno, quella che dice che Andreotti non è mafioso. Ottima, ottima coppia, ci sarà da ridere. Per niente ridere ha invece fatto lo stesso Berlusconi nella tarda serata di ieri, quando è intervenuto telefonicamente a Ballarò. Siccome i servitori Alfano e La Russa non menavano abbastanza bene Floris, colpevole di dare una notizia, ci ha pensato il padrone stesso. Arrogante e maleducato e bugiardo as usual. Di nuovo ha tirato fuori la sciagura della persecuzione giudiziaria, dei magistrati comunisti, dell’informazione in mano alla sinistra. E poi ha detto che è il migliore, che il governo è fantastico, che la crisi non sa nessuno cosa sia. Normalissimo.
Normali, sebbene immerse in una vicenda triste, sono piuttosto le dimissioni di Marrazzo. C’ha messo due o tre giorni, ma alla fine le ragioni di stato sono prevalse. Salvare l’onore delle istituzioni era fondamentale, ancor prima di far luce sulle sue scene private. Il caso Marrazzo non è paragonabile a quello Berlusconi. E’ molto meno, per quanto ci è dato di sapere finora. Nessuno scambio elettorale, nessuna promessa clientelare, nessuna contraddizione etico-morale-legislativa, nessun velinismo. Una storia di estorsione nella quale la vittima è lui e i carnefici dei pubblici ufficiali. Vedremo adesso se ci saranno sviluppi, ma intanto non possono più nuocere: Marrazzo a sé stesso e alla cosa pubblica; i 4 carabinieri alla legalità.
Rutelli che se ne va è il più grande risultato politico del Pd dalla sua fondazione. E io ho contribuito a cacciarlo, votando alla primarie. Ringraziatemi. Due euro spesi davvero bene. Pare che anche Binetti minacci d’andarsene, e con lei molti invasati clerico-cattolici. Alleluia!
Pubblicato su riflessioni | Contrassegnato da tag: berlusconismo, Italia, Politica, Silvio Berlusconi, televisione | Lascia un commento »
Perché Silvio grida «Viva Berlusconi»
Pubblicato da sandro su 14 Ottobre, 2009
Berlusconi tutto è tranne che uno sciocco. Faremmo dunque un torto alla sua intelligenza liquidando alla voce “delirio narcisistico” alcune sue recenti boutades inverosimili, del tipo: “Io sono di gran lunga il miglior presidente del Consiglio in centocinquanta anni di storia”; “Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo”; “Peccato che in questa mostra non si trovi un ritratto di San Silvio d’Arcore”. Fino al culmine, la sera della bocciatura del Lodo Alfano, di gridarsi da solo nel microfono: “Viva gli italiani, viva Berlusconi”.
Macchiettistico? In effetti neppure Mussolini ha mai gridato “Viva il Duce”, né il Furer usava il saluto “Heil Hitler”. Ma se Berlusconi sfida il ridicolo, esasperando il ricorso alle iperboli, è per un calcolo razionale preciso: sente il bisogno di misurare il grado di potere suggestivo che gli resta. Reclama l’applauso dei sostenitori, nel momento difficile, adoperando l’inverosimiglianza come metro dell’amore, della fedeltà e dell’obbedienza.
E’ un capo che si rivolge al suo popolo comunicandogli: senza di me non vai da nessuna parte, dunque se io ti dico che il bianco è nero, tu assentirai, perché siamo riuniti nello spirito, abbiamo un destino in comune.
Non sono sicuro che Berlusconi possa tirare la corda così fino alla fine della legislatura. Mercoledì 7 ottobre, poche ore prima che la Corte Costituzionale lo privasse del salvacondotto giudiziario rappresentato dal Lodo Alfano, si erano incontrati a pranzo coloro che in teoria dovrebbero essere i suoi più stretti alleati, Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Pur diversissimi fra loro, hanno reso noto un accordo che sabota la principale arma politica di Berlusconi: niente elezioni anticipate, hanno detto. E tanto basta. Fini e Bossi sanno meglio di noi che la leadership di Berlusconi è potente ma logorata. Se hanno deciso di opporsi pubblicamente a una sua reinvestitura elettorale nella primavera 2010 è perché ciascuno di loro ha interesse a lasciare che tale leadership si consumi. Fini punta a costruire una destra istituzionale d’impronta più “europea”. Bossi, abilissimo, intuisce che il suo sostegno al Berlusconi barricadiero potrà valergli strada facendo l’eredità di grosse quote di potere nelle Regioni, nei capoluoghi e nelle Fondazioni bancarie del Nord.
Scommetterei che la Lega Nord, con grande perizia tattica, riuscirà a spolpare e ingoiare Berlusconi fino all’ultimo ossetto, dopo averlo sostenuto e incoraggiato sulla via senza ritorno dello scontro istituzionale con il Quirinale, la Corte Costituzionale, la magistratura, la diplomazia internazionale.
Berlusconi “miglior statista degli ultimi centocinquanta anni” non è molto diverso dal “Dio Po”, dall’invenzione della Padania, dal kolossal “Barbarossa” nel cui fotomontaggio Bossi appare tra i cavalieri medievali della Lega Lombarda. La politica trasformata in emozione, il culto di una sovranità assoluta –il popolo lo vuole!- a prescindere dall’equilibrio democratico dei poteri, la riduzione della dialettica istituzionale a scontro fra destra legittima e sinistra illegittima, preconizzano una fase avventurosa della storia italiana. Non a caso risuonano, come negli anni Trenta del Novecento, le denunce “patriottiche” di presunte cospirazioni anti-nazionali, con tanto di allarme per il “golpe” e il “complotto dei poteri forti”.
Non è paranoia. E’ manipolazione delle coscienze: ormai veniamo chiamati a difendere come patrimonio nazionale perfino il patrimonio personale del leader.
Gad Lerner su www.gadlerner.it
Pubblicato su articoli | Contrassegnato da tag: berlusconismo, Gad Lerner, Italia, Politica, Silvio Berlusconi, Società | Lascia un commento »
Come si fa?
Pubblicato da sandro su 12 Ottobre, 2009
Come si fa a non volerlo prendere a calci proprio lì, dove non batte il sole, questo patetico figuro che tiene in ostaggio un paese intero con le sue paranoie, le sue indubbie malefatte e la sua bacata, senile, insana cupidigia? Io gliene darei anche un paio, di calci.
Come si fa a prenderlo sul serio, un primo ministro, quando interloquisce con gli industriali riuniti in convegno in dialetto meneghino? D’accordo che, considerato il livello culturale della platea, se l’è potuto tranquillamente permettere.
Come si fa a non detestare fino al parossismo un omuncolo che sproloquia di eversione, complotti, cospirazioni, e poi dice applaudito spropositi come: «alla democrazia ci penso io»? Un iscritto alla P2.
Come si fa a non augurargli un tempestivo decesso (anche se la scenetta di lui caricato a viva forza dalla Finanza sulla volante, i polsi ammanettati, davvero la vorrei vedere), dal momento che qualunque argomento serio, qualunque dialettica politica, qualunque confronto sul merito sono vie impraticabili?
Come si fa a resistere allo sfacciato, interminabile, pedestre apologizzare dei suoi retribuiti servitori, interessati fiancheggiatori, ottenebrati elettori? Come si fa a non chiudergli una buona volta la bocca con uno schiaffo dato col dorso della mano, cosicché faccia più male?
Non si fa, certo, ma siamo arrivati a un punto in cui le parole sono molto peggio che pietre. Siamo arrivati a un punto in cui, o a destra fanno qualcosa per sedare e internare questo squilibrato, o di questo passo ci abitueremo a qualsiasi indecenza. Siamo come gli omini di Altan, che s’infilano l’un l’altro l’ombrello in quel posto. Insomma, basta!
Pubblicato su riflessioni | Contrassegnato da tag: berlusconismo, Silvio Berlusconi, stupidità | Lascia un commento »
Berlusconi eletto direttamente dal popolo? Balle
Pubblicato da sandro su 12 Ottobre, 2009
(Nella foto tratta da Repubblica.it, il soggetto che il quotidiano Observer ha definito il caudillo d’Europa)
La frase “eletto direttamente dal popolo” domina la scena. Il sempre più pensoso Pecorella l’ha usata in modo preventivo per convincere la Corte Costituzionale che al presidente del consiglio devono essere accordate guarentigie speciali, superiori a quelle che toccano alle altre cariche dello Stato. La Corte ha cestinato il suggerimento.
Ora il presidente del consiglio non passa minuto che non ci ripeta “sono stato eletto direttamente dal popolo”. L’affermazione dovrebbe smontare secondo lui l’impianto logico che la Consulta ha opposto al Lodo Alfano: preminente su tutto è l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; se per caso si deve derogare al principio essenziale della Costituzione si deve per forza farlo con una legge di rango costituzionale; ma, qui è il punto, una legge costituzionale non può intaccare il principio di uguaglianza. Non c’è scampo per il Lodo Alfano.
Ma è poi vero che Berlusconi è stato eletto direttamente dal popolo? Niente affatto. I cittadini italiani sono stati costretti a votare da una legge elettorale infame che, oltre a impedir loro di votare per chi volevano, li ha obbligati a votare per simboli in cui era stato infilato il logo “Berlusconi presidente” o “Veltroni presidente”. Una forzatura cui a suo tempo la classe dirigente di centrosinistra non seppe e non volle opporre tutte le necessarie riserve di ordine costituzionale. Quali? Per esempio: la repubblica è parlamentare e non presidenziale; imporre il trucco di quella scritta è una precisa lesione alla natura della repubblica. Oppure: nella Parte II della Costituzione, al Titolo III (Il Governo) è contemplato nella Sezione I il Consiglio del Ministri e nel suo contesto il presidente del consiglio compare con chiarezza come primus inter pares. Non c’è una sezione dedicata a lui: infatti la Sezione successiva, la II, è dedicata alla Pubblica Amministrazione. Nell’indice il presidente del consiglio è saltato a piè pari. Secondo Pecorella invece, in virtù della formuletta inserita nel logo del simbolo elettorale, Berlusconi sarebbe primus super pares.
E’ una colossale panzana. La cosiddetta elezione diretta è solo un subdolo artificio iconografico: una scritta nel simbolo e niente di più. Quanto alla vera elezione diretta del presidente del consiglio l’unico caso è quello di Israele. Considerato universalmente un disastro istituzionale, che giuristi di tutto il mondo hanno illustrato e commentato. Ma se proprio Berlusconi ritiene di ispirarsi a Israele potrebbe seguire l’esempio del suo presidente del consiglio Olmert che ha lasciato la carica e si è fatto processare per corruzione. Si è anche detto onorato di aver guidato un paese in cui il capo del governo non ha diritti superiori a quelli di tutti i cittadini. Che dirà il sempre più pensoso Pecorella?
Pancho Pardi
micromega-online 12 ottobre 2009
Pubblicato su articoli | Contrassegnato da tag: berlusconismo, democrazia, giustizia, Italia, lodo Alfano, Pancho Pardi, Politica, Silvio Berlusconi | 1 Commento »
Silviolo Augustolo
Pubblicato da sandro su 8 Ottobre, 2009
Le coincidenze sono per loro natura curiose. Venti giorni fa, quando il regimetto oggi ridimensionato (non ancora deposto, ahinoi) dalla Corte costituzionale approntava a Porta a porta la famosa puntata coreana sull’Abruzzo (poi fallita negli intenti, visto che gli ascolti erano stati inferiori a quelli dei cartoni animati mattutini), in segno di protesta e solidarietà con Raitre m’ero visto La caduta, il film sugli ultimi giorni di Hitler nel bunker della Cancelleria berlinese. Ieri sera, dopo aver di sfuggita sentito per radio che la robustezza della Costituzione aveva per l’ennesima volta sventato un attacco alle basi della democrazia, stavo andando con uno stimato amico al cinema per vedere Bastardi senza gloria, il nuovissimo film di Quentin Tarantino sulle imprese di una banda di ebrei americani ammazza-nazisti. In entrambe le circostanze Hitler muore; in entrambe le circostanze Berlusconi ha perso la testa. Nello studio dell’imparziale Vespa aveva dato a tutti quanti noi, che ci pregiamo di essere suoi strenui oppositori, dei farabutti. Saputo il verdetto della Consulta si è invece prodotto nel garbato e liberale parere che Nicola ha perspicacemente pubblicato più sotto. Il risultato non cambia, caro Berlusca: Repubblica italiana – Regno di mignotte e io so’ io e voi nun siete un cazzo 2 a 0.
Ora bisogna fare le persone serie, sebbene la tentazione sia di stappare il prosecco e denudarsi in piazza. Bisogna rispettare la sentenza, come fosse una piacevolissima facezia, e attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, cosicché ce ne si possa fare un’idea compiuta. Bene, attenderemo. Attenderemo, sì, ma nel frattempo qualcuno dovrebbe prendere dei provvedimenti sulle intollerabili infamie pronunciate dal ridicolo premier contro le cosiddette massime cariche dello Stato – quelle alle quali anch’egli s’illudeva appartenere. Non può esistere un presidente del Consiglio (sì, va be’, è una specie di Al Capone de noantri, d’accordo, ma non può esistere lo stesso) che dice impunemente quello che dice della Corte costituzionale e del presidente della Repubblica, solo perché non hanno soddisfatto le sue pretese, solo perché hanno inteso alla lettera il principio illuminista – quindi occidentale – della separazione dei poteri. Il piccolo uomo alla guida del Governo ha una mentalità aziendalista, il che lo dispensa dall’avere un cervello sobriamente funzionante. Ma non può, non può, non può mettere in discussione l’impianto democratico del paese, un impianto già fragile e che per nostra fortuna nei momenti critici funziona nonostante tutto, rivelando la lungimiranza dei padri costituenti. E deve smetterla, questo perenne imputato, di dare lezioni di libertà. Libertà provvisoria, come scrive sempre Marco Travaglio.
Ne vedremo delle belle, non subito, ma ne vedremo. Quel che da sei mesi accade sotto gli occhi del mondo intero non può vanamente scorrere e andarsene. Ci fosse un Parlamento sovrano e non un Sultanato il premier sarebbe da tempo a spasso – anzi a San Vittore. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, è un principio della fisica. Se tanto mi dà tanto, in un modo o nell’altro qualcosa succederà. Ed è proprio perché qualcosa succederà che il cosiddetto presidente del Consiglio strepita, grida al complotto, straparla di magistrature eversive, tira in ballo Napolitano con sospetti ridicoli, e dice sfrontato che governerà fino alla fine (dei tempi). Lo fa per inibire le conseguenze, le ovvie conseguenze. Nostra cura sarà di non chinare mai la testa. C’è stato Romolo Augustolo, ci sarà anche Silviolo Augustolo.
Pubblicato su riflessioni | Contrassegnato da tag: berlusconismo, costituzione, democrazia, giustizia, Italia, lodo Alfano, Silvio Berlusconi | Lascia un commento »




