Come ci si poteva aspettare, Bloomberg e’ nuovamente sindaco della citta’ di New York. Fortunatamente la sua ri-elezione non e’ stata plebiscitaria, segno questo di un diffuso malcontento tra le fasce piu’ deboli della popolazione. Mi auguro vi sia anche stata una certa disaffezione del suo stesso elettorato che, almeno in parte, non avra’ gradito i suoi modi da oligarca.
Le mie considerazioni di ieri non richiedono ulteriori chiarimenti o spiegazioni, ma desidero mostrarvi questa bella cartina del New York Times, la quale conferma al 100% le mie opinioni in merito al censo, all’etnia e all’orientamento dei votanti. A dire il vero, l’accuratezza della mia previsione e’ spaventosa.

Allora, come gia’ sapete, i rossi sono i Repubblicani (Bloomberg) e i blu sono Democratici (Thomspon). Piu’ la cartina e’ rossa, piu’ il voto e’ marcato a favore di un candidato, fin oltre al 70%.
Cominciamo da Manhattan, lunga e stretta in alto a sinistra. Manhattan, anche se non siete stati a New York, saprete benissimo e’ la zona piu’ ricca e importante. Ci possono abitare solo ricchi; a questi si aggiungono anziani e persone disagiate che rientrano nelle quote di assegnazione delle case popolari. In poche parole, nonostante a Manhattan si vedano nei negozi e nei ristoranti solo neri e messicani, a poterci abitare e a votare sono quasi solo bianchi. Di conseguenza, potete notare voi stessi che l’isola e’ quasi completamente nelle mani di Bloomberg, con punte di oltre il 70% nell’Upper East Side, la zona tradizionalmente piu’ ricca dell’intera citta’. Interessante anche il caso di Roosevelt Island, quella strisciolina rossa rossa in mezzo al fiume, che e’ abitata praticamente da soli banchieri, avvocati e uomini d’affari. Le uniche zone di Manhattan non conquistate da Bloomberg sono quelle piu’ povere, a Nord: in particolare Harlem East, che saprete certamente si tratti di un quartiere nero, possibilmente l’unico ancora veramente pericoloso a Manhattan; il centro di Harlem, stessa storia. Infine, piu’ a nord, restano democratici anche i quartieri di Washington Heights e di Inwood, altre zone abbastanza povere, abitate prevalentemente da immigrati ispanici portoricani e dominicani.
L’intera Staten Island, in basso a sinistra, e’ in mano Repubblicana. Giovera’ ricordare che Staten Island e’ composta per la stragrande maggioranza da gente parecchio danarosa, tutti italoamericani. Staten Island e’ il pezzo di territorio statunitense con la maggior concentrazione di italoamericani per chilometro quadrato. Avevano li’ la loro casetta sia Garibaldi che Meucci. Credo gia’ sappiate che gli italoamericani sono famosi per essere razzisti e conservatori, sono gli stessi che girano con La Russa durante il Columbus Day, gli stessi della Sons of Italy, gli stessi di Antonin Scalia. Di conseguenza, il voto e’ a Bloomberg.
Il Bronx, in alto a sinistra, e’ quasi interamente Democratico: credo cio’ non stupisca nessuno. La fama del Bronx, sapete bene tutti, e’ di quartiere povero e pericoloso, abitato prevalentemente da neri, ispanici e vari altri gruppi di piu’ recente immigrazione. Avrete notato, ovviamente, tre sole isole Repubblicane. Esse corrispondono al quartiere di Riverdale, abitato quasi esclusivamente da ebrei benestanti, con tanto di casette in collina e paesaggio bucolico; al quartiere di Fordham Avenue/Arthur Avenue, l’unica vera e propria Little Italy rimasta a New York, ovviamente abitata da italoamericani bianchi, piu’ o meno benestanti e per buona parte poco inclini a intrattenere rapporti con la popolazione nera che li circonda da ogni lato. Interessante anche notare che piu’ crescono i redditi e la qualita’ delle case, nella parte nord-est, che si chiama Throggs Neck, piu’ i voti Democratici calano. La zona di Throggs Neck appunto ha votato Thompson per meno del 50%. Interessante invece il voto dell’isola-carcere di Rikers Island, tutto Democratico. Mi domando pero’ chi e’ che ci abiti!
Il quartiere di Queens e’ quello dove abito io. Si tratta della zona est della cartina. I tre milioni di abitanti del quartiere parlano, a casa propria, 110 diverse lingue: caso unico nel mondo, in cosi’ poco spazio. Se ne deduce un elettorato di etnie e possibilita’ economiche molto diverse. In ogni caso, alcune zone storicamente etnicizzate sono facilmente riconoscibili. Io abito in una delle zone rosa: nel mio quartiere, Sunnyside, vivono oggi molti messicani, ma la base storica e’ irlandese e poi armena, e in anni piu’ recenti coreana, cinese, rumena e poi nuovamente bianca anglosassone, che torna qui a comprar casa e non vuole casini per strada. Dunque si vota Bloomberg. La roccaforte rossissima al centro di Queens e’ la zona di Maspeth, Middle Village e Ridgewood, quartieri storicamente italiani e benestanti, in cui gli unici nuovi immigrati nella zona sono ispanici altrettanto benestanti, e quindi inclini a conservatorismi elettorali di matrice cattolica. Interessante notare anche la zona nord-orientale, tutta rossissima, poiche’ da quella parte New York si estende verso le zone abitate dai veri straricchi: la penisola di Long Island, con le famose spiagge e ville negli Hamptons, e cosi’ via. Interessante anche il caso di Rockaway Peninsula, che e’ quella lunga striscia rossa a sud, e che amministrativamente dipende da Queens. Ebbene, si tratta di una striscia di terreno con megaville fronte-oceano. Il riscaldamento globale anneghera’ questi ricchi nel giro di vent’anni, ma nel frattempo loro votano Bloomberg. Le uniche due striscioline blu dell’intera penisola corrispondono, millimetricamente, agli unici insediamenti di case popolari, pericolosissime, abitate solo da neri. Ovviamente gli hanno riservato un distretto elettorale apposta, si sa mai che vadano a votare davvero e cambino il colore a buona parte della penisola! La grossa sacca democratica che rimane a Queens consiste in un depresso e deprimente quartierone che va sotto il nome generico di Jamaica, e che include una popolazione prevalentemente nera e immigrati di recente arrivo, che probabilmente per la maggior parte non possono votare. Un bel pezzo di quella zona comunque e’ coperto da autostrade e dall’aeroporto JFK, dunque non e’ che si possano fare grossi calcoli.
Resta da analizzare solo Brooklyn: si tratta della zona centrale. Pigliate Queens, e guardate dove finisce il rosso e dove comincia il blu: avrete trovato Brooklyn. Brooklyn e’ il quartiere piu’ segregato razzialmente di tutta New York, forse il piu’ povero e certamente quello con il maggior numero di crimini violenti, piu’ che nel Bronx, non foss’altro per il fatto che ci abitano piu’ persone e dunque le opportunita’ criminali crescono in modo statistico. Alcune parti di Brooklyn, ovviamente, sono bellissime e ricche: va da se’ che sono colorate di rosso. In particolare, potrete apprezzare la costa che confina con la parte sud dell’isola di Manhattan, la zona del ponte di Brooklyn e del Manhattan Bridge. Tali zone si chiamano Brooklyn Heights, Williamsburg, la famosa DUMBO con le nuove gallerie d’arte, etc. etc. Ci abitano quasi esclusivamente giovani bianchi, i cosiddetti hipsters, quelli che curano gli orticelli metropolitani sui tetti delle case, quelli che mangiano solo vegano, organico, fair trade, fanno la spesa alla coop e vanno in giro in bicicletta. Progressisti nei consumi, ma quando si tratta di chiamare la polizia sanno tutti a chi bisogna dare il lavoro. Sotto di loro, resta rosso il quartiere di Park Slope, altra zona posh, dove abitano tanti artisti dei teatri e dei comedy show in citta’. Interessante la piccola enclave blu della punta sud-ovest, che si chiama Red Hook, e che e’ zona depressissima, abitata quasi esclusivamente da neri che hanno per vicini di casa una enorme discarica e un magazzino dell’Ikea. In questa zona, Sandro ricorda di sicuro, hanno girato la scena di Quei Bravi Ragazzi in cui Robert De Niro cerca di convincere la moglie di Ray Liotta a proseguire verso un magazzino per guardare una pelliccia, mentre in realta’ vuole farla uccidere. E’ quel tipo di quartiere, insomma. Sotto di esso, resta blu anche Sunset Park, altra zona dove non e’ il caso di trovarsi quando fa buio. Piu’ sotto ancora, ricomincia il rosso. Dove siamo? A Bay Ridge, zona storicamente irlandese e italiana, dunque benestante. Meta’ dei poliziotti e dei vigili del fuoco di New York abita qui. Li’ vicino, un poco ad est, noterete che il rosso si fa sempre piu’ acceso: cio’ e’ dovuto al fatto che siete giunti nella zona di Midwood, Bensonhurst e Howard Beach, altri quartieri storicamente italiani, e storicamente mafiosi. Gotti e tutti gli altri abitavano in queste zone. Tutte le zone particolarmente rosse che trovate a Brooklyn sono quelle abitate, storicamente e no, da ebrei. Gli ebrei di piu’ recente immigrazione sono quelli appartenenti al gruppo dei Sefarditi, particolarmente tradizionalisti. Essi si sono scontrati spesso violentemente con la popolazione afroamericana di Brooklyn, i famosi disordini di Crown Heights sono addirittura finiti in un omonimo film, non cattivo. Queste persone gradiscono tanto farsi i fatti propri e non essere disturbati da vicini rumorosi. Bloomberg provvede. Infine, la grossa fascia blu che divide la parte nord di Brooklyn da Queens e’ quella piu’ brutta, pericolosa, povera e ovviamente nera di tutta la citta’. Si tratta dei quartieri di Bushwick, Bedford Stuyvesant, Crown Heights, Flatbush, East New York, Brownsville e Canarsie. A New York ci sono quasi due omicidi al giorno: quattro volte su cinque capita in queste zone qui. A onor del vero, quest’anno gli omicidi sono calati di quasi la meta’ secca, e da una media di oltre 550, confermata oramai da una decina di anni, pare che si scendera’ sotto ai 350. Nevertheless, la zone calde sono sempre queste.
Credo queste mie osservazioni chiariscano abbastanza la situazione. Per concludere, vorrei farvi notare che, a livello di microamministrazione locale, tutti i quartieri hanno votato candidati democratici nei consigli di quartiere: New York e’ una citta’ liberal e progressista, e tutti sanno che i Democratici sono piu’ propensi a spendere soldi per fare belli i quartieri, per fare i cinema d’estate, per fare i parchi, i parchetti per i bambini, dare soldi alle associazioni e via dicendo. Stesso dicasi per i grandi temi: tutti sono amici dei gay, dei diritti umani e contro la guerra, quindi New York ogni volta vota il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Il voto Repubblicano alle comunali, in fondo, e’ proprio un voto poliziottesco e securitario. Non ci si scappa. Tutti buonisti per le grandi occasioni e per i propri bambini, ma i neri devono restare ad ammazzarsi tra Brownsville e Canarsie. La polizia e le politiche di zoning residenziale sono nelle mani di Bloomberg, e questi sono gli unici due fattori che contano.
Un appello: pregherei chiunque piu’ informato di me, magari qualche altro italiano che vive a New York e che ci legge, di farmi sapere se ritenga vi siano altri modi di leggere queste statistiche e questo risultato elettorale. Non vorrei buttare tutto sul problema economico e razziale, e magari passare da razzista inverso. Tra l’altro, credo sia utile ricordare che il voto ebreo e’ stato per moltissimi anni un voto ai Democratici, ma le cose sono cambiate da Giuliani in poi.